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CRONACHE BOLLENTI - PARTE 2

Immagine del redattore: Thomas Ray
Thomas Ray
1 giorno fa
Tempo di lettura: 4 min

Se la prima parte aveva una sua traiettoria di senso ponderata e compiuta, questa seconda ne ha decisamente molto meno, ed è più che altro un kit di libri cuscinetto: letture che si sono infilate qua e là per spezzare il ritmo, e farmi prendere aria quando il percorso principale si faceva troppo denso. Nessuna vera architettura concettuale a tenerle insieme — solo la necessità, ogni tanto, di una deviazione panoramica. Anche se poi, come già detto, alcune tematiche si ripetono, anche tra questi libri, con una certa connessione: la riflessione sul linguaggio e le personalità che sbucano dal digitale, ad esempio, o il filone gotico.


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La parte satellite è quella del gotico e dell’inquietudine domestica (qui si aggancia anche Northanger Abbey che ne è una parodia).



PARANOIA - Shirley Jackson


Uno scheletro imbellettato con uniforme blu e mocassini scruta l'esterno da un’apparente cabina luminosa di una nave. Chissà da quanto vaga e aspetta qualcosa che sembra non essere mai arrivata.

Un equilibrio estetico di sublimazione mortuaria.

Tra immagine e titolo c'erano tutte le premesse perché il libro fosse esattamente quell’amabile concentrato gotico da shakerare e buttar giù in pochi sorsi. Invece questo libro di Jackson è postumo, compilato dai familiari, e mischia vari scritti e varie tematiche dai toni parecchio differenti tra loro.

Cosa ho imparato? Meglio leggere le sinossi online prima di comprare i libri (anche se le copertine abbagliano).




LA LOTTERIA - Shirley Jackson


La paranoia sottratta in Paranoia la si ritrova tutta qui ed è Jackson in tutto il suo nervoso e perturbante splendore.




AMARSI IN UNA CASA INFESTATA - Matteo Cardillo


Ovvio che compro i libri Mercurio principalmente per le copertine - non so quante volte l'abbia ripetuto.

Questo romanzo ne ha una fantastica, satura e acid-barocca, che restituisce quella tensione nelle relazioni, tutta contemporanea, tra sfuggevolezza, paura e controllo; coglie l'aspetto più limbico del testo: una sorta di dimensione sospesa tra reale e sovrannaturale in cui forze opposte si abbracciano.


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L’ultima parte è quella casuale e singhiozzotica che non ha né capo né coda. O quasi: un filo che riemerge è quello del mondo digitale e della misoginia online — incel, emoji, slang da forum. Ma anche il tema più cupo della violenza che si perpetua e ristagna nelle relazioni, senza che si riesca a spezzare il ciclo delle sopraffazioni.




IL MIO PRIMO LIBRO - Honor Levy


Terminato il libro, mi ero appuntato questi pensieri nelle note dell'iPhone, ma adesso - mesi dopo averlo letto - non ricordo più che cazzo vogliano dire, né che spiegazione darne. Quindi: o rileggo daccapo o mi fido del me stesso di giugno e riporto le cose così come sono.

Frasi brevi, dense di prospettive, confezionate in una prosa catchy e un lirismo molto social oriented.

Alla base del palazzo un nichilismo che parola dopo parola si tramuta in caos, disordine repentino, tumulto generazionale.

Al centro del pensiero l'ambivalenza tra identità e avatar - in un mondo realmente rovesciato post debordiano dove però vero e falso coincidono.

Il collasso tra reale e virtuale genera uno stato di perenne on-life, che se da un lato restituisce intensità d'informazione, dall'altro rischia di sovrapporre comuni dinamiche social (polarizzazione, reaction, trolling…) alle relazioni quotidiane inaridendone la pregnanza. Alla fine mi è piaciuto.




RIFIUTO - Tony Tulathimutte


Una serie di racconti, crocevia di personaggi che si rincorrono nelle loro nebulose esistenze. Un'ironia cattiva si alterna al sarcasmo e al virtuoso compiacimento dell'autore. È vero che forse ci si accanisce troppo su quelle soggettività messe con le spalle al muro nelle loro subdole ipocrisie.

Ma tra un rigurgito e l'altro si riflette anche sulle loro fragilità e sulla velocità con la quale il mondo giudica e taglia corto per evitare di bruciare troppe calorie.

Un libro che parla dell'adesso, di quelle "categorie umane" che sembrano uscite da blog e forum reconditi, che parlano il loro slang criptico farcito di illusioni sepolte e nevrosi.

Risate amare.




BREVI INTERVISTE A UOMINI SCHIFOSI - David Foster Wallace


Boh, non ho voglia di parlarne e mi ha pure annoiato. E nella versione Super ET Einaudi ha la copertina più patetica mai concepita da un essere umano.




GLI INVISIBILI - Pajtim Statovci


Negli anni '90 i miei genitori hanno ospitato per lungo tempo alcuni ragazzi kosovari scappati dalla situazione precaria del loro paese, culminata poi con la guerra. Mia mamma ne aveva conosciuto uno fuori dalla Coop - si sedeva lì a chiedere l'elemosina - e poi erano arrivati gli altri. Non avevano nulla. Io ero adolescente e i miei fratelli ancora più piccoli. Ho capito poco il senso del gesto, allora.

Il libro è ambientato a Pristina, durante quegli anni. Sullo sfondo quella guerra che al tempo mi sembrava irreale, così immateriale, neppure pensabile.

Prima degli spari e poi tra le macerie, s'intreccia una storia d'amore tra due ragazzi, a tratti dolce, a tratti ripugnante.

Tormento, passione, violenza indicibile. Pagine travolgenti, così pregne di emozioni che è difficile contenerle e ti trovi a riporre il volume in libreria con le mani imbrattate di sangue altrui e le guance solcate da salate goccioline.

 
 
 

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THOMAS RAY

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