Tutti i film del 2025 che ho visto.
- Thomas Ray
- 3 giu
- Tempo di lettura: 5 min

Guardo film come guardo tutto il resto — con gli occhi di chi crea immagini.
Assegnare stelline è pratico e forse chi legge riesce a collocare in maniera veloce i titoli, ma risulta superficiale e rende ambigua la categoria per via della quantità di variabili in gioco. In uno stesso gruppo potrebbero finire due pellicole per le motivazioni più disparate.
La scelta soggettiva collocata nella propria galassia di gusti è forse l'approccio più onesto.
La valutazione su uno stesso film, almeno per me, cambia una volta digeriti, rispetto alla sensazione immediata.
Quindi boh — questa è una classifica fatta in un preciso momento in cui certi assi erano allineati, ma adesso non ne sono più così sicuro.
È giugno. Sono in ritardo di soli sei mesi. Per gli standard del cinema d'essai è praticamente in tempo reale.
Nota a margine: i poster.
Spesso e volentieri pigri — un frame della pellicola, un primo piano, qualche volta entrambi sovrapposti con un font catchy - nella migliore delle ipotesi.
Tranne alcune eccezioni raramente si lascia che artisti e artiste ci mettano le mani davvero. Il marketing ha paura del malinteso, e così si perde tutto il resto.
⭐️ Pietà: not my cup of pee:
• Queer (2025) - Luca Guadagnino - Noioso, stanco, senza sussulti. Da un regista che sa fare meglio, pesa ancor di più.
⭐️⭐️ Fuori fuoco, non lo rivedrei:
• Bugonia (2025) - Yorgos Lanthimos - Provocazioni sterili qui e là e un finale totalmente random.
• Eddington (2025) - Ari Aster - Mansplaining abilista.
• Splitsville (2025) - Michael Angelo Covino - A tratti divertente ma calato in un contesto socio-economico troppo distante per toccare davvero.
• Freaky tales (2025) - Anna Boden e Ryan Fleck - Visual al top, storie al flop.
⭐️⭐️⭐️ Piacevole ma senza troppi sussulti:
• Companion (2025) - Drew Hancock - Spunto di partenza solido e a un certo punto entra in scena un elemento spiazzante, ma si rimane un po’ in superficie.
• Wake up dead man (2025) - Rian Johnson - Cervello in modalità risparmio e serata di relax.
• Holy Cow (2024) - Louise Courvoisier - Coming of age rurale, tenero e irruento.
• Black Bag (2025) - Steven Soderbergh - Altra serata di relax - anche Soderbergh si rivela un buon cuscino.
• A House of dynamite (2025) - Kathryn Bigelow - La regia è una sicurezza. Ma la scelta del montaggio multi-pov non aggiunge quanto promette, e l’odore di napalm al mattino mischiato alla retorica del buoni vs cattivi, fa storcere un po’ il naso.
• Sinners (2025) - Ryan Coogler - Rivalutato dopo essere stato ipercritico.
⭐️⭐️⭐️1/2 Molto a fuoco, mi ha convinto:
• If I had legs I'd kick you (2025) - Mary Bronstein - Tutta l’ansia di chi porta carico mentale e di cura sulle sue spalle. Spoiler: le donne.
• Die my love (2025) - Lynne Ramsay - Britney canterebbe: Don’t you know that you’re toxic?
• Lurker (2025) - Alex Russell - Mi ha lasciato addosso una buona dose di disagio e fastidio.
• Late shift (2025) - Petra Volpe - Senza dedizione ed empatia non c’è connessione né cura.
• The smashing machine (2025) - Benny Safdie - Un’epopea incompiuta - un po’ come il film, intenso ma con una traiettoria tremolante.
• L'accident de piano (2025) - Quentin Dupieux - Funny, innit?
• Le città di pianura (2025) - Francesco Sossai - Un film che parla delle provincie geografiche e dell’anima, e nel quale per fortuna è assente Favino e quell’altro che c’è sempre nei Sorrentini.
• The Last Showgirl (2025) - Gia Coppola - Citando Rodman: Pam as I wanna be.
• Weapons (2025) - Zach Cregger - Da assoluto profano degli horror, mi è piaciuto parecchio.
• Caught stealing (2025) - Darren Aronofsky - Il mio film preferito di Aronofsky che è infatti quello che meno sembra un film di Aronofsky.
• One Battle after another (2025) - Paul Thomas Anderson - Più passano i mesi, meno mi piace - e meno trovo traccia di un discorso politico profondo. Non troppo diverso da Tarantino.
• Sovereign (2025) - Christian Swegal - Tra le pieghe d’America.
⭐️⭐️⭐️⭐️ Potente:
• Materialists (2025) - Celine Song - Alla fine era vero come dicevano le femministe “brutte e cattive” che il patriarcato danneggia anche gli uomini.
• Alpha (2025) - Julia Ducournau - Non mi ricordo come mai mi è piaciuto così tanto ma ricordo che all’inizio c’è una scena in cui si sente “roads” dei Portishead.
• No other choice (2025) - Park Chan-wook - Dopo alcune uscite che non avevo apprezzato, si ritorna su vecchi lidi.
• The Secret Agent (2025) - Kleber Mendonça Filho - Caldo appiccicoso e passo cadenzato avvolgono.
• Left-Handed Girl (2025) - Shih-Ching Tsou - Ancora non ho capito se lo sguardo di Sean Baker - in questo caso sul fondo - sia realmente decostruito o solo paraculo.
• Mickey 17 (2025) - Bong Joon-ho - Underrated.
• Sorry, Baby (2025) - Eva Victor - Ho letto diverse recensioni delle quali condividevo i punti ma non me le sono segnate. Delicato e sincero.
• Sirat (2025) - Óliver Laxe - Disturbante, ma meno nichilista di quanto sembri.
• Warfare (2025) - Ray Mendoza & Alex Garland - Fisicamente sfiancante. Oltre all’insensatezza della guerra, mette a fuoco la deumanizzazione del nemico e il doppio standard ma non so a quanti sia arrivata sta cosa, o mi sto sopravvalutando?
• The ballad of the Wallis Island (2025) - James Griffiths; ho riso un sacco nonostante parli di perdite e relazioni che finiscono.
• Diciannove (2025) - Giovanni Tortorici - Un film che poteva essere fatto solo in Italia e che per fortuna è stato fatto.
• Christy (2025) - David Michôd - Agghiacciante. Per quelli del club “la violenza non ha genere”.
⭐️⭐️⭐️⭐️1/2 Clamoroso:
• Sex (2024), Dreams (2024), Love (2024) - Dag Johan Haugerud - Ultimamente sono ancora più fan dei film scandinavi: verbosi, lunghi, che trattano tematiche considerate tabù o scomode - con lucidità e naturalezza. Forse perché abitando in Italia tutto ciò sembra la descrizione di un Eldorado della convivenza e della comunicazione assertiva e non violenta?
• After the hunt (2025) - Luca Guadagnino - Potrebbe sembrare il manifesto anti-woke per antonomasia, la canzone misogina della buona notte dal titolo “le false denunce delle donne rovinano le carriere agli uomini”, invece è una scomoda e ingarbugliata analisi delle dinamiche di potere e di come i piani sociali siano complessi e intersezionali.
• The Mastermind (2025) - Kelly Reichardt - La maestra suprema del controllo del ritmo esercita un incredibile fascino sui miei sensi.
• Sounds of falling (2025) - Mascha Schilinski - Una superficie opaca in cui si parla di morte, un sottopelle in cui si indagano le relazioni.
• Severance (2022-25) - Dan Erickson & Ben Stiller - Il concept vale la serie.
⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Tops of the pops, pura vibe:
• Sentimental Value (2025) - Joachim Trier - I dialoghi sono le fondamenta della casa, dentro la quale si concretizzano le memorie e le storie.
• Hamnet (2025) - Chloé Zhao - Un prologo infinito che sorregge un climax in cui il girato e il reale si fondono.
• The ugly stepsister (2025) - Emilie Blichfeldt - “Il mito della bellezza” di Naomi Wolf in pellicola.
• Twinless (2025) - James Sweeney - Se fosse una band sarebbero gli Strokes.




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