Il mio anno di riposo e pochi libri
- Thomas Ray
- 14 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Un 2025 tra autrici, musica e ossessioni personali.

Scorrendo la lista dei titoli, noto una cosa: anche quest'anno ho bilanciato con molte autrici, tutti i libri scritti da uomini, letti in passato - e sono parecchi, giuro.
Più che postura morale o politica (forse un po'), per me, è prima di tutto curiosità: voglia di scoprire nuovi punti di vista; soggettività diverse che raccontano storie da prospettive differenti.
Ho la sensazione che, per parecchio tempo, mi sia stato imboccato, dalla cosiddetta cultura egemone, il concetto di pensiero neutrale: una visione che esula dalle coordinate di un preciso punto di vista - nel tempo, nell'incarnato e nello spazio - ma ha l’ardire di farsi universale o, peggio ancora, oggettivo (termine che detesto nel modo più assoluto). Che questa posizione coincida, guarda caso, con chi il potere lo gestisce da secoli pare ovvio.
La pappa pronta è comoda e in genere piace.
Ma possiamo davvero fidarci degli ingredienti usati da chi l’ha cucinata?
(La metafora è un omaggio alla rivista L’Integrale).
Oltre ai soliti testi "femministi" che ho potuto esibire in giro - contribuendo così a uno dei trend topic del ’25: il performative male (senza aver mai sorseggiato tè matcha, però) - c’è stata una vera e propria fissa primaria.
In una certa parte dell'anno mi sono messo in testa di confutare la teoria, piuttosto faziosa (da poser reazionario, imho) di Mark Fisher. Quella che liquida come mero revival, la wave post punk dei 2000.
A pensarci bene, la causa del mio recente reflux, deriva più dalla scoperta delle sue tesi che dall'abuso di alcol.
Come rimedio ho assunto dosi massicce di Meet me in the bathroom, sia in versione cartacea che attraverso l’omonimo documentario. Anche The first collection of criticism by a female rock critic, ha aiutato, così come uno degli ultimi capitoli di Il pop nell’era del capitalismo digitale.
L’altra fissa è stata per Kae Tempest. Artista poliedrico, suggerito da un’amica.
La sua presenza si è insidiata nelle mie giornate. Da prima ho consumato The Line is a Curve.
Poi l’ho ascoltato live al Fabrique di Milano - dopo averlo mancato per un soffio al London Anarchist Bookfair.
Infine ho recuperato On Connection, un suo breve ma arguto saggio sulla creatività e la forza delle reali connessioni.
Alcuni testi poi sono diventati veri e propri punti di appoggio.
Il sesso che verrà è stato uno di questi: meraviglioso nel suo tentativo di teorizzare la vulnerabilità come possibilità e l’indecisione come costruzione intima e paritaria del momento con l’altr*.
Molto potente anche La volontà di cambiare, che mette a fuoco il prezzo che gli uomini pagano in una società che circoscrive la mascolinità in un recinto stretto, rigido e sabotante. Incorporare il disagio maschile è per me uno dei potenziali punti chiave per rendere consapevoli e coinvolgere gli uomini nelle battaglie per l’uguaglianza sociale.
Il mito della bellezza è stato il cult dell’anno: illuminato e illuminante. Un punto di partenza essenziale per analizzare l’evoluzione del concetto di bellezza come sistema di controllo dei corpi e della sua funzione subordinatrice rispetto ad un ordine costituito.
Poco dopo ho recuperato La moda e il corpo, altro saggio imprescindibile. Preciso, rivelatore e perfettamente in dialogo con quello di Naomi Wolf.
Ma se devo indicare un solo libro, quello che ha definito davvero questi dodici mesi, allora la risposta è una sola: Il mio anno di riposo e oblio.
Tanti saluti.
Questo è stato il mio 2025.
Letto.
Ecco qui tutti i libri che ho letto nel 2025:
1. Il sesso che verrà - Katherine Angel
2. La volontà di cambiare - bell hooks
3. Puttana femminista - Georgina Orellano
4. Witches, sluts, feminists - Kristen J. Sollee
5. Il mito della bellezza - Naomi Wolf
6. Specchio delle mie brame - Maura Gancitano
7. Le Cattive - Camila Sosa Villada
8. L’aurora delle trans cattive - Porpora Marcasciano z
9. Ma i disabili fanno sesso? - Iacopo Melio
10. Sangue e viscere al liceo - Kathy Acker
11. Sirene a altri mostri - Jess Zimmerman
12. Scegli le tue armi - scritti sulla musica - Mark Fisher
13. Il pop nell’era del capitalismo digitale - Julie Ackermann
14. Spettri della mia vita - Mark Fisher
15. Meet me in the bathroom - Lizzy Goodman
16. The first collection of criticism by a female rock critic - Jessica Hopper
17. Licantropie - AAVV
18. I milleuno fantasmi - Alexandre Dumas
19. Una sigaretta accesa al contrario - Tea Hacic-Vlahovic
20. Il mio anno di riposo e oblio - Ottessa Moshfegh
21. Piccoli miracoli e altri tradimenti - Valeria Parrella
22. Sia dannato l’algoritmo - Morgan Lo Bracco
23. La moda e il corpo - Patrizia Calefato
24. On Connection - Kae Tempest





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