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  • Thomas Raimondi

BASKETBALL (AND OTHER THINGS): A COLLECTION OF QUESTIONS ASKED, ANSWERED, ILLUSTRATED.

Una breve recensione al libro.



Divertente, ironico, audace a tratti geniale, colorato e scherzoso, il libro di Shea Serrano -arricchito dai magnifici disegni di Arturo Torres- si pone come uno degli scritti più originali e smart a tema pallacanestro!

Perché se è vero che alla fine si tratta pur sempre di un gioco e anche vero che l’argomento lascia largo spazio al proliferare di miti, leggende, “what if”, storie d’amore e delusione, sogni adolescenziali, rimpianti e infiniti altri suggestivi argomenti.

Un libro scritto dal punto di vista del tifoso appassionato, di chi ha giocato senza mai farcela veramente e probabilmente nemmeno andandoci troppo vicino. Quindi uno di noi.

Un libro sopra le righe per intelligenza, dedicato a tutti quelli che si ritrovano a giocare al playground con la canotta del proprio idolo, intervallando partite a interminabili discussioni. A quelli che adorano questo sport e l’elité dei suoi interpreti. A quelli che impazziscono per le avventure cestistiche e si perdono ad immaginare le sue possibili sliding doors del passato.

Ma non solo a loro in ogni caso, perché oltre ai racconti bizzarri, il volume è ricchissimo di classifiche, informazioni, analisi, dati tecnici a supporto delle altrettante tesi. Razionalità dunque mischiata a puro divertissement immaginativo e linguistico. Una March Madness di parole e azioni che lascia sbalorditi come un crossover di Iverson!



Chi è il miglior schiacciatore nella storia dell’NBA?”, “Se potessi posterizzare qualcuno, chi sarebbe?”, “Se Karl Malone del 1997 e un orso si cambiassero il ruolo per una stagione, chi avrebbe più successo?”.

Diviso in capitoli/domande che possono essere letti in qualsiasi ordine, BASKETBALL (AND OTHER THINGS) è soprattutto un dialogo vis a vis col lettore che fornisce la miccia per discussioni esplosive a più livelli.

Nessun tipo di noia qui dentro, così come non è stato riscontrato nessun tipo banalità o valore dato per assoluto.

Perché c’è una parte sentimentale nello sport e nella sua rappresentazione allegoria che è fatta di puro sogno e incanto e tocca l’emotività profonda e soggettiva di ognuno.

Vietato dunque lasciar dissolvere nella nebbia questa pura magia, così come assolutamente vietato chiamare passi al campetto!




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